COSA SUCCEDE QUANDO UN SOGGETTO ANSIOSO RICORRE ALL’INTELLIGENZA ARTIFICIALE?

Articolo della dott.ssa Ginevra R. Cardinaletti – Psicologa e Scrittrice

I miei pazienti che soffrono di ansia sono spesso dei grandi fruitori di intelligenza artificiale, il che è naturale e comprensibile perché chi è ansioso cerca rassicurazioni, preferibilmente immediate e che richiedono poco dispendio di tempo, energie e denaro.

Se un soggetto ipocondriaco prenotasse esami diagnostici e visite specialistiche per ogni suo dubbio, spenderebbe un patrimonio in termini economici e di tempo, e vivrebbe in ansia l’attesa di ogni appuntamento e ogni referto. Allora cosa fa? Intanto chiede all’IA.
Lo stesso accade a chi, a causa dell’ansia, ha spesso dubbi legali, finanziari e di qualsiasi altro tipo.

Ma ricorrere all’IA fa bene o male a chi soffre di ansia?
L’IA può agire sia come un temporaneo sedativo che come un pericoloso amplificatore.

Un mio paziente che soffre di ansia generalizzata e attacchi di panico mi ha raccontato quanto e come usa l’IA per provare a placare la sua agitazione e dal racconto sono emersi due punti fondamentali: il primo è che non sta traendo alcun beneficio per la sua ansia dall’utilizzo dell’IA, il secondo è che l’utilizzo dell’AI sta diventando esso stesso un problema perché non riesce a farne a meno e vi ricorre per ogni piccola cosa.

Io glielo ho spiegato così: è come se tu, quando tu sei in preda all’ansia, chiedessi rassicurazioni a una persona molto più ansiosa di te. Immagina di avvertire un dolore insolito, avere un attacco d’ansia e chiedere aiuto a un tuo amico ipocondriaco. Come minimo ti direbbe di andare al Pronto Soccorso, di fare una TAC d’urgenza e che potrebbe essere il sintomo di una patologia molto grave. Ecco, tu interpellando compulsivamente l’IA, stai rivolgendoti a un amico in pieno attacco di panico.
Perché dico questo?
Innanzitutto, cosa cerchiamo usando l’IA? Certezze. Ma se siamo ansiosi le certezze non sono mai abbastanza quindi entriamo in un circolo vizioso di ricerche e rassicurazioni che non ci rassicurano mai abbastanza.

E cosa troviamo? Oltre alle certezze spesso troviamo altre fonti di ansia.

Se chiediamo spiegazioni all’IA, ci fornirà numerose spiegazioni, e se siamo ansiosi ci focalizzeremo sulla più negativa, ignorando le altre nove.

C’è anche un altro aspetto da non sottovalutare: l’algoritmo, per sua natura, cerca solo di compiacere l’utente o completare statisticamente una frase. Quindi tenderà ad assecondarci nelle nostre paure e quindi, anziché ridimensionarle e portarci ad affrontarle con quella lucidità che in quel momento ci manca, tenderà invece ad amplificarle e a generarne di nuove.

Uno specialista non solo sa cosa risponderti ma soprattutto sa cosa chiederti e questo sembra un dettaglio trascurabile, ma in realtà è fondamentale. Lo studio e soprattutto l’esperienza permettono al professionista di sapere esattamente cosa andare a indagare e come modificarlo a seconda della persona che ha di fronte. È questa la differenza fondamentale tra l’AI e una persona competente.

Perché un paziente che ha fatto mille ricerche con l’AI quando arriva da me mi dice: “Sto malissimo, sono in ansia, non dormo” e durante la seduta lo vedo che piano piano di tranquillizza? Perché quello che facciamo durante la seduta lo costruiamo insieme su di lui e con la forza non solo della mia esperienza, ma anche della mia capacità di ascolto. E l’ascolto non è un semplice “sento quello che dici”, ma è “ti ascolto, comprendo, rifletto, elaboro e quindi ti aiuto”. 

Quindi l’intelligenza artificiale è utile per l’ansia?
Quasi mai. A volte è un palliativo, a volte è anche dannosa, a volte diventa addirittura essa stessa un ulteriore problema da risolvere.

L’IA, come ogni strumento a nostra disposizione, può essere utile se comprendiamo anche e soprattutto i suoi limiti, e se comprendiamo che abusarne può creare l’effetto contrario ed essere nocivo soprattutto per i disturbi dell’umore che sono un terreno delicato che va trattato con cura ed estrema attenzione.

Dott.ssa Ginevra R. Cardinaletti – Psicologa e Scrittrice
Riceve online. Per info: info@ginevracardinal.com